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Giovanni
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La poltrona accanto - Reinecker e il mondo della droga Empty La poltrona accanto - Reinecker e il mondo della droga

il Ven Giu 14, 2019 2:13 pm
Ho rivisto "La poltrona accanto" con occhio più mirato a individuare i punti di contatto con le altre sceneggiature di "Derrick" che hanno avuto negli anni come argomento il mondo della droga.

Quest'ultima puntata è un po' la summa delle precedenti. Raccoglie in sé elementi da "Il sesto fiammifero" (lo stesso gioco dei fiammiferi per scegliere a chi toccherà commettere l'omicidio), da "La morte cerca abbonati" e da "Una corona di fiori" (il vecchio compie il dovere del giovane per salvarlo, là era il giornalista, qui è il professore).

In "La poltrona accanto", però, sembra che a sviluppare la sceneggiatura sia una mano diversa da Reinecker. Le domande e le risposte sui valori essenziali dell'Uomo sono poste in maniera un po' banale rispetto a come venivano poste nelle puntate di certa scrittura reineckeriana. Diciamo che qui la mano che ha preso in mano i vecchi soggetti e li ha rielaborati è stato perfin più bravo di altri che, più tardi, hanno solo scimmiottato il creatore della serie.

In certi momenti mi viene da pensare che ci fossero giovani scrittori (e dal 1994 anche scrittrici) uscite da qualche corso autorale cui venivano commissionate come esercizio o come premio le sceneggiature di Derrick...
Luigi
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il Ven Giu 14, 2019 11:41 pm
Effettivamente da circa il 92 in poi la serie ha (salvo poche eccezioni) una sterzata non da ridere su certe tematiche , il che fa anche pensare che chi scriveva le storie fosse una persona diversa o che comunque Reinecker fosse attorniato da altri che ci mettevano del loro.

In linea generale trovo che fino ad una certa annata questi moralismi fossero tutto sommato armoniosamente inseriti in un contesto di poliziesco.
Con le ultime annate invece,l'impennata in questo senso è stata così radicale che a mio avviso è richiesta una qual certa predisposizioni per un format di quel tipo per potercisi approcciare.

"Il sesto fiammifero" , "La morte cerca abbonati" e "Una corona di fiori" si lasciano guardare con molto piacere... "La poltrona accanto" è invece uno degli episodi che mi piacciono meno.
Probabilmente il connubbio di moralismo e sociologia proposte in maniera (evidentemente per me troppo) marcata e la mancanza (inevitabilmente) di quelle atmosfere anni 70/80 a me tanto care,mi rendono il prodotto davvero difficile da apprezzare.
Aggiungiamoci che in linea di massima nelle ultime annate Derrick e Klein hanno pure un ruolo più marginale (confronto al passato) rispetto ai protagonisti delle vicende e per me il guardare la serie diventa quasi pura fedeltà al prodotto piuttosto che invece il giusto piacere che dovrebbe esserci.
Giovanni
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il Sab Giu 15, 2019 9:08 am
Diciamo che dal 1993 in avanti il delitto diventa un mero pretesto per raccontare qualcos'altro. In realtà le storie diventano più narrazione di vicende umane che non polizieschi. Al centro ci sono figure dall'animo tormentato, sentimenti di giustizia da far valere... Derrick resta più un personaggio di contorno (in qualche caso entra in scena addirittura a metà puntata) che più che indagare ha la funzione di portare alla luce quei casi umani. Il rispetto delle regole e della legge diventa una tema portante: "Che razza di mondo vi siete cosutruiti? Create leggi ed eseguite processi sommari?! Pronunciate condanne come un tribunale? Cos'è questa? L'anarchia dei buoni? I buoni decidono chi è buono e chi no? Senza preoccuparsi che ci sono delle leggi da rispettare" (Nachtvorstellung) e Derrick diventa quasi la deità della Giustizia sceso tra gli Uomini. C'è un forte richiamo alla letteratura classica in questo...
Vabbè, sto diventando troppo concettoso... Laughing
Luigi
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il Sab Giu 15, 2019 2:10 pm
troppo concettoso Very Happy
eh sì,hai descritto perfettamente qual'è la dinamica.
Non è tanto cosa Derrick propone a cozzare con mio DNA , è il MODO con cui lo propone. "Derrick diventa quasi la deità della Giustizia sceso tra gli Uomini." ecco è questo moralismo da cattedra che trovo fastidioso.
Non un cercare di essere persone migliori con mille sbagli e mille difficoltà e il tutto condito con mille incertezze. Ma essere il professorone dententore della verità mi fa allontanare dal prodotto.
Fortunatamente ,a questi livelli, abbiamo solo le ultime 6 o 7 annate,il resto torno a ripetere per scanso di equivoci,è molto piacevole,molto gradevole e mi fa passare delle belle ore in compagnia di Stephan & Harry ^_^
Karl Renar
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il Lun Giu 17, 2019 3:28 pm
Salve a tutti ragazzi!!

Diciamo che per quel che riguarda la mia vision….trovo affascinante un Derrick paladino della giustizia o come lo definisce Giovanni ' Deita' 'scesa in terra...secondo me questo è la base portante il collante del mio affetto verso la sua figura.
Che poi , inevitabilmente, abbia subito negli anni dei cambiamenti il telefilm, sia per le storie raccontate che per il ruolo stesso di Derrick quello è fuori discussione!
Abbiamo visto agli esordi un derrick molto attivo che non lesinava l'utilizzo della pistola per poi diventare via via piu pacato e sociologo se mi passate il termine.
Sono d'accordo con chi sostiene che sino al 90/93 gli episodi siano stati molto piu godibili rispetto alle ultimissime annate, in cui spesso ho assistito a delle trame a dir poco machiavelliche (e qui non so davvero se fosse Reinecker in fase calante o chi per lui a scriverle) che mi rimanevano alquanto indigeste in quanto a godibilita'.
Sta di fatto che per me Derrick rappresenta la verita' il rispetto delle regole la voce della coscienza che ,seppure rappresentata in maniera diversa nelle varie annate, è il mio punto fermo il collante con la serie Tv.Come a dire Derrick ha sempre ragione!!! Smile

Vorrei scrivere di piu' ma ho poco tempo a disposizione.....un abbraccio a Giovanni ,che offre sempre interessanti spunti di riflessione, ed un saluto per Luigi.

Un abbraccio

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